news ed eventi

19/10/2011

Assemblea soci e amiciVenerdì 2 dicembre ore 19.00 presso la Chiesa di ... continua a leggere.

11/03/2011

kaledo entra in RaiLunedì 14 marzo 2011 alle ore 9.30 il gioco kaled... continua a leggere.

solidarietà

Nel 1978, la Conferenza dell´Organizzazione Mondiale della Sanità ad Alma Ata si dette l’obiettivo: "la salute per tutti entro l´anno 2000", che affermava la necessità di garantire a tutti i popoli la Primary Health Care (PHC), la medicina di base, fondata su metodi praticabili, scientificamente validi, socialmente accettabili e su tecnologie accessibili agli individui e alle famiglie attraverso la loro piena partecipazione ed a costi accessibili. 
Ma la cosa importante della PHC è guardare allo sviluppo e alla salute in maniera globale, tenendo conto dei reali bisogni della comunità e dei popoli. 
Infatti, la medicina di base, adeguata alla realtà e alla cultura locale, diminuisce il carico delle malattie ma consente anche un reale miglioramento delle condizioni e della qualità della vita delle popolazioni più povere. 
Purtroppo la "salute per tutti entro l´anno 2000" è e resta ancora un sogno.
Alcuni dati drammatici lo confermano:

- 25
miliardi di dollari all´anno per la sanità di base; contro gli 800 miliardi per le spese militari;

- 17 milioni di persone muoiono ogni anno per malattie, come la diarrea e la malnutrizione, che potrebbero essere evitate con la prevenzione o curate a bassissimo costo;
- 600 milioni di bambini e 25 milioni di mamme, negli ultimi 50 anni, sono morti, per carenza o mancanza di informazione o di assistenza sanitaria di base;
- 1 miliardo di persone non mangia a sufficienza;

- 1 miliardo e 300 milioni di persone vivono con meno di 1 dollaro al giorno;

- 53 milioni di morti all´anno, l´80% nei Paesi poveri e il 20% di questi, cioè 11 milioni, sono bambini al di sotto di 5 anni di età 
I motivi del fallimento di Alma Ata sono economici, politici e sociali.

La globalizzazione economica e la privatizzazione hanno disgregato le comunità, le famiglie e le culture; le istituzioni pubbliche sono scalzate e impoverite, molte delle loro responsabilità sono trasferite al settore privato specialmente ad istituzioni nazionali ed internazionali, come l’Organizzazione Mondiale del Commercio, la Banca Mondiale ed il Fondo Monetario Internazionale, che non sono tenute a rispondere del loro operato e trattano la salute come un “bene di consumo”, come una merce. 
Anche l´inquinamento dell´aria e dell´acqua, l´energia nucleare, i rifiuti tossici e i pesticidi, la deforestazione producono effetti nocivi sulla salute e la causa di queste distruzioni sono l´insostenibile sfruttamento delle risorse naturali, lo svilupparsi di comportamenti individualistici e di accumulo dei profitti e il consumismo dei paesi ricchi.

L’unica soluzione possibile è quella di ridurre i consumi eccessivi e gli stili di vita non sostenibili, sia nel Nord che nel Sud del mondo. I Paesi ricchi e industrializzati devono ridurre del 90% i loro consumi e l´inquinamento.